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Mercoledì, 08 Dicembre 2010 22:51

Gocce nel mare

ho scoperto il segreto del mare
meditando su una goccia di rugiada

Kahlil Gibran

riflessi d acqua 051Cosa può fare una goccia in mezzo al mare? Probabilmente molto poco, e rischia di fondersi e perdersi, di essere inutile e di uniformarsi alla massa. Ma senza le singole gocce, non ci sarebbe neppure il mare. E una sola goccia di mare, in un bicchiere d'acqua dolce, può già iniziare a cambiarne il sapore.

Si pensi anche all'effetto del secchio di vernice nella fontana di Trevi...

Le cose che hanno gusto e sapore possono contagiare quelle con cui vengono in contatto.

E' con questo augurio che propongo alcune riflessioni su dei comportamenti che potrebbero portare a minori sprechi, proprio a partire dai servizi pubblici nei quali, quasi paradossalmente proprio perché sono di tutti, è raro trovare chi sia attento ai consumi.

Ecco qui di seguito alcuni suggerimenti che, a mio avviso, potrebbero incidere nelle varie organizzazioni (così come nelle vite personali) su economicità, efficienza, razionalizzazione delle risorse, condivisione, partecipazione e responsabilizzazione dei dipendenti e dei cittadini.

Sono interventi di tipo culturale che incidono sul senso civico.

alcuni principi generali:

  • riduzione e differenziazione dei rifiuti
    la maggior parte dei rifiuti che si produce in un ufficio è composta da carta, ma non sempre si separa il rifiuto riciclabile dal resto, eppure sarebbe un comportamento che non comporta chissà quali sforzi per essere applicato
  • risparmio e riduzione dei consumi
    si possono ridurre sprechi inutili se si acquista in modo critico e responsabile (pensare ai costi che hanno certi prodotti non solo per l'acquisto, ma anche per il mantenimento, e la manutenzione; riflettere su alternative meno inquinanti, informarsi sugli imballaggi e sulla produzione di rifiuti e inquinamento per avere il prodotto finale)
  • riciclo e riuso
    perché gettare delle cose che possono essere ancora utili? Pensare e promuovere iniziative di scambio tra uffici e servizi (si pensi alle scuole, ai centri diurni per minori, disabili, anziani...); si può persino arrivare a produrre nuovi oggetti utili e opere d'arte (un esempio è la Cooperativa Occhio del Riciclone)
  • scelte solidali
    rendere effettivi e concrete azioni di sostegno a iniziative solidaristiche, anche dando dei giudizi su comportamenti etici (o meno) delle ditte da cui ci si rifornisce (ma anche dei soggetti esterni con cui si collabora, ad esempio rispetto alle garanzie di tutela dei lavoratori)

alcuni esempi concreti:

  • carta e cancelleria
    • privilegiare l'uso di carta riciclata
    • diminuire la stampa dei documenti, privilegiando la visualizzazione col computer e, quando è necessario comunque stampare i documenti, stampare fronte e retro o se non sono ancora versioni definitive, stampare le pagine in formato ridotto [ad esempio due pagine sulla stessa facciata]
    • i fogli stampati solo da un lato, garantendo l'attenzione alla privacy per i dati sensibili eventualmente contenuti, possono venire impiegati come fogli per appunti
    • penne, matite, raccoglitori e altra cancelleria prodotti con materie riciclate... un esempio? www.prodottiriciclati.com!
  • l'acqua
    • promuovere l'uso dell'acqua di rubinetto nelle mense
    • ridurre gli sprechi (ad esempio dotando i rubinetti di miscelatori d'aria o gli scarichi del water con stop o metà carico)
  • i consumi di energia
    • spegnere le luci quando si esce da una stanza o se non è comunque necessaria perché entra già la luce da fuori
    • spegnere i computer e le fotocopiatrici quando non si usano, o almeno far sì che entrino in modalità automatica di risparmio di energia nei periodi di inattività
    • usare lampadine a risparmio energetico o illuminazione (per interni ed esterni) con i led: si risparmia sui consumi e si può anche in parte incidere anche sull'abbassamento dell'inquinamento luminoso [vedi come esempio il servizio di report dal titolo M'illumino di led di Giuliano Marrucci]
    • il riscaldamento spesso negli edifici pubblici è eccessivo, andrebbe controllato maggiormente, evitando in questo modo comportamenti "paradossali" per cui si spalancano le finestre per poter respirare o che il riscaldamento funzioni negli orari in cui gli uffici sono vuoti (ad esempio di notte o nei festivi)
  • i mezzi di trasporto
    • dotare automobili (e autobus) di impianti a metano
    • promuovere l'uso di biciclette, dei mezzi pubblici e il car pooling
    • a valenza indiretta: privilegiare acquisto di prodotti locali a chilometraggio zero
  • tecnologia e informatica
    • favorire l'uso di scambi di comunicazioni per via telematica (attraverso e-mail, programmi condivisi in rete ecc) riducendo in questo modo il cartaceo;
    • Quanto costano le licenze per i programmi dei computer? Anche alcune centinaia di euro a licenza, che moltiplicata per il numero di computer posseduti da un ente, fanno sicuramente delle cifre ragguardevoli. Una idea può essere quella di sostituire i software a pagamento con software open source, a partire dai pacchetti di Office di Windows, che possono essere egregiamente rimpiazzati dai gratuiti OpenOffice.org e LibreOffice, ma ci si potrebbe anche spingere "oltre" sostituendo il sistema operativo Windows (2000, Xp, Vista...) con Linux. I soldi che si possono risparmiare già in un primo momento, potrebbero essere reinvestiti inizialmente nella formazione del personale rispetto ai nuovi programmi.
    • e quando gli hardware sono "obsoleti" vanno proprio gettati? Perché non riciclarli e dar loro nuova vita attraverso il software libero? Un bell'esempio è senz'altro Binario Etico
    • uso della stampante: se si stanno stampando pagine ad uso interno o che non sono ancora definitive, si possono usare le opzioni per il risparmio di inchiostro, così come stampare due pagine in una;
    • altra attenzione: se si devono stampare più copie di uno stesso documento, è preferibile stampare una sola copia con la stampante e le successive farle con la fotocopiatrice.
    • Ricaricare le cartucce di stampa anziché gettarle dopo l'utilizzo. Un buon esempio per coniugare recupero e riduzione dei rifiuti con la solidarietà: è quanto proposto da Medici Senza Frontiere con l'iniziativa Rendi il vuoto utile!
  • pulizie
    • usare detersivi biologici e che inquinano meno e quelli alla spina, che permettono di riutilizzare più volte i contenitori, riducendo sia i costi d'acquisto che sfusi e riempibili, carte riciclate
    • per la "sacrosanta" pausa caffè...
    • anziché appoggiarsi alle imperanti multinazionali, perché non incentivare e sostenere l'uso prodotti equi e solidali nei distributori automatici? Sono disponibili vari prodotti e servizi anche per le macchinette del caffè.
  • pannolini lavabili
    • incentivi economici ai neogenitori per acquisto di pannolini lavabili, favorendo quindi minore produzione di rifiuti nel comune. Per approfondire: www.pannolinilavabili.info

Benessere ≠ PIL

Sono a mio parere profetiche e rivoluzionarie le seguenti osservazioni sul concetto di benessere, che va distinto dai consumi. tratte dalla puntata di Report del 16/03/2008

[...]

MAURIZIO PALLANTE - ECONOMISTA DELL'AMBIENTE
Maggiore è la crescita delle merci che si scambiano col denaro, maggiore è il benessere. In realtà il concetto di merce non corrisponde al concetto di bene, per cui noi possiamo avere delle merci che fanno crescere il prodotto interno lordo che quindi richiedono denaro e così via, che non sono effettivamente dei beni. Tutta l'energia in più che si consuma in una casa mal costruita, tutta la benzina in più che si consuma in una coda, sono delle merci che fanno crescere il PIL e quindi il giro di denaro, ma che fanno diminuire il benessere. Noi dobbiamo disaccoppiare il concetto di merce dal concetto di bene. E a questo punto abbiamo bisogno di indicatori diversi per misurare il benessere di una nazione e dei suoi abitanti.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Il concetto di merce e benessere è stato per esempio disaccoppiato in quei comuni che hanno introdotto la ricarica per il detersivo, il vino, il latte, o l'acqua minerale, il risultato è che si sono utilizzate meno risorse, ne ha guadagnato l'ambiente con meno rifiuti e minor costi di smaltimento, così poi li puoi investire da un'altra parte. Questo vale per Colorno, per quel consorzio di 60 aziende pugliesi e tutti quei comuni virtuosi che in questo o altri modi hanno iniziato ad invertire la tendenza. E' un'idea di economia applicabile in tutti i campi e si basa sul miglior utilizzo della risorsa numero uno, quella necessaria a produrre qualunque bene, l'energia. Petrolio e gas inquinano, possiamo far finta di niente, ma un giorno o l'altro finiranno. Per questo è importante integrarli con altre fonti di energia e utilizzarli al meglio per farli durare di più. Un esempio viene da un paese della foresta nera dove consumano meno energia, ma non hanno smesso di fare quello che facevano prima. Quello che vedremo potremmo definirlo un esempio di una liberalizzazione dal basso.

[...]

 


 

ed ecco il punto di vista di Marta...

 

Link per approfondire:

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Ultima modifica il Lunedì, 03 Dicembre 2012 22:49

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